Panel 10

Soggettività al lavoro nello scenario (post)pandemico: valore, differenza e gerarchie tra essenzialità e nuove diseguaglianze

Giuliana Sanò, Giovanni Cordova


Venerdì 17 dicembre 2021
17.00
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula V
 

La gestione politica della pandemia ha messo in risalto categorie di lavoratrici e lavoratori “essenziali” le cui prestazioni sono state valutate come di prima necessità. L’attribuzione dello statuto di “essenzialità” ha alimentato contrapposizioni tra categorie lavorative e ha evidenziato le contraddizioni dell’organizzazione sociale del lavoro, frutto di processi che alimentano forme di “segregazione di genere” (D’Isanto, 2013) e di “razzializzazione” (Murji e Solomos, 2005) all’interno del mercato del lavoro o, ancora, di “inclusione differenziale” (Mezzadra e Neilson, 2013) nei piani ufficiali dell’economia.

Il panel individua il proprio focus nella messa a valore del lavoro essenziale, concentrandosi in particolare sulla istituzione di campi e spazi sociali attraversati da gerarchie differenziali interne e su come l’introduzione della categoria di essenzialità abbia esacerbato diseguaglianze sociali e squilibri tra il nord e il sud del Paese, risultanti dallo iato tra piani formali e informali dell’economia. Tale meccanismo – proprio della dinamica di accumulazione neoliberale e post-coloniale – produce soggettività idonee a una pronta collocazione nel mercato del lavoro, plasmandole negli interstizi delle variabili di genere, ‘razza’ e classe (si pensi al lavoro domestico e di cura, al lavoro migrante e ai processi di razzializzazione, alle politiche per il Sud, inteso come alterità interna al corpo della nazione).

Fino a che punto la qualifica di essenzialità reifica processi di sfruttamento della manodopera, migrante e autoctona? Come l’essenzialità del lavoro di cura favorisce la saldatura di lavoro produttivo e riproduttivo intorno a valutazioni differenziali dei ruoli di genere? Quali forme di stigmatizzazione e di esclusione hanno favorito la qualifica di essenzialità introdotta dallo scenario pandemico? Quali categorie culturali e rappresentazioni del Mezzogiorno indirizzano le politiche per il Sud stimolando processi di sviluppo e ripopolamento dei territori? E, infine, quale apporto critico all’implementazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) possono offrire esperienze e laboratori politici, militanti e associativi radicati in contesti attraversati da ampi dislivelli sociali ed economici?

L’obiettivo di questo panel è intervenire nel dibattito pubblico conseguente all’esacerbazione pandemica delle diseguaglianze sociali, per avviare una riflessione tesa a evidenziare quali categorie di analisi e quali metodologie di ricerca e di intervento sociale possano sollecitare l’interazione (anche conflittuale) dell’antropologia con decisori politici, esperti, stakeholders locali chiamati a delineare lo scenario sociale e culturale post-pandemico.

Riteniamo che i contributi alla discussione che questo panel intende alimentare debbano strutturarsi intorno a esperienze etnografiche e di “impegno partecipante” di antropologhe/i che hanno lavorato con e su soggettività messe a valore o espulse (Sassen, 2015) dal capitalismo neoliberale del tempo pandemico. Indichiamo, a titolo esemplificativo e senza pretesa di esaustività, possibili ambiti tematici su cui basare le proposte di contributo: lavoro domestico e di cura nella pandemia; lavoro migrante, razzializzazione e sfruttamento tra politiche nazionali e istituzioni locali; Sud, smart working/South working e politiche per il territorio.

PAROLE CHIAVE: soggettività, lavoro, diseguaglianze, differenza, neoliberismo

RIFERIMENTI.
D’Isanto F. 2013, Segregazione di genere e differenziali salariali nel mercato del lavoro italiano: il caso delle organizzazioni non profit, Torino, Giappichelli.
Mezzadra S., Neilson B. 2013, Border as Method, or, the multiplication of labour, Durham, Duke University Press.
Murji K., Solomos. J (eds.) 2005, Racialization: Studies in Theory and Practice, Oxford, Oxford University Press.
Sassen S. 2014, Expulsions. Brutality and Complexity in the Global Economy, Cambridge, Harvard University Press.

Giuliana Sanò è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Messina. Ha collaborato con diverse Università e Istituti di ricerca nazionali e internazionali. Ha condotto ricerche etnografiche in Sicilia, Calabria, Trentino e Veneto. Tra i suoi principali oggetti di studio ci sono le migrazioni internazionali, il lavoro migrante, il sistema di accoglienza per rifugiati e richiedenti asilo.

Giovanni Cordova è assegnista di ricerca presso l’Università degli Studi di Catania. Il suo lavoro di ricerca dottorale ha riguardato i recenti processi di soggettivazione politica e religiosa tra i giovani delle classi medie e popolari nella Tunisia post-rivoluzionaria. Ha preso parte a diversi progetti di ricerca su migrazioni (con particolare riferimento ai contesti dell’Italia centro-meridionale) e Nord Africa.

Giuliana Sanò, gsano[at]unime.it
Giovanni Cordova, giovanni.cordova[at]unict.it