Panel 07

Smart-working come forma di vita

Francesco Aliberti, Fulvio Cozza


Venerdì 17 dicembre 2021
17.00
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula IV
 

L’emergenza pandemica ha contributo ad accelerare bruscamente i processi già in atto di ripensamento dell’ambito del lavoro, dei servizi alla persona e dell’apporto alla formazione. Si pensi a tutto quell’universo riguardante il lavoro agile o a distanza e lo smart-working, che ha assunto una sempre maggiore importanza perché ritenuto idoneo a favorire il superamento della crisi del rapporto classico fra utente/destinatario da una parte ed erogatori di servizi dall’altra.

Ragionare sullo smart-working implica innanzitutto ripensare criticamente questa parola, non necessariamente sinonimo del lavoro a distanza, ma teoricamente legata a una concezione più elastica e malleabile dei confini tra lavoro e vita privata, con i vantaggi e i rischi del caso. Se quindi lo smart-working ci costringe a ripensare in profondità il rapporto fra attività lavorativa, tecnologia e comunità digitali, entrando nel campo della discussione sul rapporto relazionale tra individui e strumenti (Latour 2000), l’attuale uso del lavoro a distanza richiede un’analisi più ampia, intercettando numerose questioni di fondo, quali il senso e la percezione del lavoro della persona, il ripensarsi delle comunità lavorative e dei rapporti tra solidarietà e competitività, la riconfigurazione della divisione degli spazi e dei tempi di lavoro e vita privata e la ristrutturazione dello spazio urbano stesso.

Allo stesso modo lo smart-working interroga la dimensione della creatività e inventività sul lavoro, della capacità di gestione e auto-gestione di lavoratori e lavoratrici e quindi anche della ristrutturazione delle attività organizzative. In questi orizzonti di riferimento lo smart-working si appalesa, quindi, come un orizzonte di senso originale, che apre a nuove immaginazioni per il futuro da scandagliare per indagare e portare alla luce le relazioni costitutive e operative di una vera e propria “forma di vita”.

Il panel si apre quindi a riflessioni e resoconti etnografici che analizzano contesti di lavoro a distanza e smart-working, soffermandosi tanto sulle aspettative quanto sulle conseguenze dello stesso, con attenzione alla differenza tra smart-working forzato/d’emergenza e strutturato. Le proposte dovranno ragionare sulle modalità in cui lo smart-working incrocia l’organizzazione della vita delle persone, esplorando le strategie aziendali e le tattiche delle lavoratrici e dei lavoratori. Importante sarà anche discutere sui cambiamenti avvenuti nella quotidianità, osservando ad esempio le novità emergenti nella divisione tra il tempo del lavoro e quello della vita privata, nelle relazioni domestiche o in quelle con lo spazio urbano e il proprio contesto di vicinato.

Gli interventi dovranno cogliere le modalità con cui l’antropologia applicata può essere praticamente coinvolta nell’analisi del sommovimento operato dallo smart-working, indicando quale contributo possa dare alla riconfigurazione del mondo del lavoro.

PAROLE CHIAVE: smart-working, organizzazione del lavoro, identità sociale, innovazione, futuro

RIFERIMENTI
Appadurai A. 2014, Il futuro come fatto culturale, Milano, Cortina.
Dirksen V. 2005, «Socialization and Reputation in Virtual Corporate Spaces» , Anthropology of Work Review, 26 (2), pp. 24-27.
Latour B. 2000, Politiche della natura. Per una democrazia delle scienze, Milano, Cortina.

Francesco Aliberti ha conseguito nel 2019 il titolo di dottore di ricerca in Scienze Demoetnoantropologiche all’interno del dottorato in Ingegneria dell’Architettura e dell’Urbanistica dell’Università Sapienza di Roma. I suoi interessi si concentrano sui media digitali e sui modi in cui essi interagiscono con la vita quotidiana nello spazio urbano.

Fulvio Cozza nel 2020 ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Antropologia Culturale ed Etnologia presso la Sapienza Università di Roma, con una indagine sul rapporto tra le pratiche quotidiane e l’incorporazione delle tecniche archeologiche professionali. Si interessa di antropologia del quotidiano e antropologia del patrimonio. Ha pubblicato la monografia Fare Archeologia. Etnografia delle pratiche ricostruttive presso la casa editrice CISU di Roma.

Francesco Aliberti, francesco.alberti[at]gmail.com Fulvio Cozza, fulvio.cozza[at]gmail.com



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