Panel 17

Questioni aperte su “formazione” e “diverse forme di ineguaglianza”

Francesca Gobbo


Giovedì 16 dicembre 2021
17.30
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula VIII
 

Come pedagogista che ha esplorato la dimensione della “diversità culturale” nell’istituzione scolastica e nella società, vedo possibile, e auspicabile, il collegamento tra il tema della “formazione” e quello delle “diverse forme di ineguaglianza” proposti dalla Società Italiana di Antropologia Applicata penso che l’antropologia possa indicare alcuni percorsi di ricerca etnografica rivolti a

1. chiarire il concetto di “povertà educativa” che, in campo pedagogico/scolastico/extrascolastico, è attribuita al contesto familiare e/o sociale – origine dell’insuccesso scolastico di alunni e studenti – cui si risponde con progetti di “arricchimento” educativo. In che misura sono state esplorate etnograficamente (a) le condizioni di vita (modalità quotidiane, aspettative, regole, saperi, valori, ecc.) di chi è diagnosticato “povero” educativamente; (b) quali siano le aspettative dell’istituzione scolastica e degli insegnanti, e come funzioni il processo educativo, per collegare l’insuccesso scolastico all’ambiente familiare e/o sociale; (c) che cosa si intenda per “ricchezza” educativa, come venga realizzata e distribuita; (d) come si svolga, quali siano i presupposti, dell’educazione scolastica. Per esempio, nella mia ricerca tra gli attrazionisti viaggianti, e successivamente da osservatrice degli esami di maturità da loro sostenuti, risultava che le loro risorse conoscitive, comunicative e pratiche non trovano posto nella didattica scolastica, nonostante la disponibilità di tanti docenti, e che la struttura temporale dell’anno scolastico non tiene conto di vite lavorative in movimento per molti mesi all’anno;

1. utilizzare, da antropologi/antropologhe, la propria esperienza scolastica, richiamandola alla memoria, ed evidenziare che cosa veniva dato per scontato dall’istituzione e dagli insegnanti (e forse anche dai compagni), rispetto ai programmi, alle conoscenze pregresse, alle modalità e aspettative di comportamento, e come si interpretavano (anche da parte degli alunni-non-ancora- antropologi/antropologhe) le difficoltà di alcuni compagni;

2. la DAD ha messo in luce molte problematicità presenti nelle famiglie di alunni e studenti, ma sarebbe il caso di chiedersi se (a) problematicità simili non ci siano anche per la didattica “tradizionale”, (b) quali siano state le problematicità che gli insegnanti hanno dovuto affrontare e in che misura siano la conseguenza di una “cultura” (o di più “culture”) della scuola.

Si invitano pertanto antropologi/antropologhe, insegnanti, operatori della formazione e scolastici ad intervenire con riflessioni su esperienze precorse e/o proposte operative.

PAROLE CHIAVE: diversità culturale, povertà educativa, didattica a distanza, insuccesso scolastico

RIFERIMENTI
Florio-Ruane S. 2010, Teacher Education and the Cultural Imagination, London, Routledge.
Benadusi M. 2012, Il segreto di Cybernella. Governance dell’accoglienza e pratiche locali di integrazione educativa, Palermo, Euno Edizioni.
Bonetti R. 2014, La trappola della normalità. antropologia ed etnografia nei mondi della scuola, Firenze, SEID.
Ingold T. 2018, Anthropology and/as Education, London, Routledge.

Francesca Gobbo è stata Professore Ordinario di Pedagogia generale e sociale all’Università di Torino, dove ha insegnato Pedagogia interculturale e Antropologia dell’educazione. Il suo lavoro di ricerca etnografica ha riguardato valdesi, attrazionisti viaggianti e rom. È membro onorario della European Educational Research Association, e co-fondatore del network “Ethnography”.

Francesca Gobbo, francesca.gobbo[at]gmail.com



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