Panel 3

Oltre l’intenzione: antropologia applicata nei contesti marginali

Riccardo Ciavolella, CNRS – Parigi, Institut Interdisciplinaire d’Anthropologie du Contemporain (UMR 8177, CNRS/EHESS), riccardo.ciavolella[at]ehess.fr

Luca Rimoldi, Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione «R. Massa», Università di Milano-Bicocca, luca.rimoldi[at]unimib.it

Discussant: Antonino Colajanni e Ferdinando Fava


Giovedì 16 dicembre 2021
14.30
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula III
 

Numerose pubblicazioni dal profondo respiro storico e metodologico hanno insistito, in anni recenti, sull’etnografia come strumento principe della comprensione e poi della narrazione dei mondi sociali e culturali. Questo perché l’etnografia, a differenza di altri metodi d’indagine e in contraddizione con la sua stessa origine positivistica, implica un’interpretazione dei contesti di analisi in termini relazionali e di esperienza o vissuto condiviso. Da ciò deriva l’annoso dibattito, sempre aperto e costantemente rinnovato, sull’influenza della presenza e dell’azione dell’antropologo/a sul campo e sulle dinamiche analizzate, con la riflessività antropologica che conduce a una sempre maggiore esplicitazione delle intenzioni e dunque a presumere una presenza costante dell’intenzionalità nel gesto antropologico. Questo panel intende sviluppare la riflessione dibattendo un aspetto centrale, ma non sufficientemente discusso: quello dei rapporti tra cambiamento sociale indotto dall’etnografia stessa e intenzionalità (o non-intenzionalità) dell’etnografo.

Il panel intende analizzare il ruolo sociale – intenzionale e non intenzionale – delle ricercatrici e dei ricercatori impegnate/i in lavori etnografici di medio-lungo corso in contesti di marginalità, dove la questione dell’emancipazione o dell’inclusione si pone necessariamente. In un momento in cui molti sono gli appelli per un’antropologia militante, nel senso di dotata fin dal principio dell’etnografia di un’intenzionalità nel produrre trasformazioni positive nel contesto di azione, ma anche di critiche “decoloniali” alla pretesa dell’antropologia di “rappresentare l’altro”, la discussione vuole allargare lo spettro della riflessione a casi e situazioni nelle quali l’etnografo ricorre ancora alla sospensione del giudizio, a una postura serendipica e a una riflessività dialogica e processuale, dove l’intenzionalità può rimanere latente, inespressa o inconsapevole, per emergere appunto con l’esperienza stessa dell’etnografia e dell’incontro con “l’altro”. Ciò richiede quindi di interrogare la relazione tra intenzionalità e non-intenzionalità della ricerca etnografica e di indagare le questioni deontologiche e le proiezioni di immaginari e di supposti bisogni/necessità degli antropologi sui rispettivi interlocutori e viceversa. Se il condurre un’etnografia porta sicuramente allo sviluppo di una meta-conoscenza relativa a gruppi sociali o a comunità di pratiche, è possibile che gli interlocutori, considerando l’antropologia e la presenza dell’antropologo sul campo come eventi creatori, ri-declinino il sapere antropologico in termini di risorse simboliche?

Il panel accoglie interventi fortemente etnografici o che prevedano un dialogo particolarmente ravvicinato tra etnografia e teoria antropologica in grado di restituire la complessità dei contesti presi in esame, delle metodologie impiegate e dei processi politici che, intenzionalmente o non intenzionalmente, la presenza della ricercatrice/del ricercatore ha innescato.

PAROLE CHIAVE: antropologia, etnografia, intenzionalità, marginalità, militanza

RIFERIMENTI
Boni S., Koensler, A., Rossi A. 2020 Etnografie militanti. Prospettive e dilemmi, Milano, Meltemi. Fabietti U. 2018, “Un’erranza etnografica e teorica: sul ruolo (e significato) della «scoperta» nella ricerca antropologica”, Antropologia, 6,1, pp. 13-30.
Fava F. 2017, In campo aperto. L’antropologo nei legami del mondo, Milano, Meltemi.
Matera V., Biscaldi A. 2021 (Eds.) Ethnography: A Theoretically Oriented Practice, London, Palgrave.

Riccardo Ciavolella è co-direttore dell’Institut Interdisciplinaire d’Anthropologie du Contemporain dell’EHESS di Parigi, dove insegna Antropologia politica. Dottore di ricerca in Antropologia (Università di Milano-Bicocca/EHESS), svolge ricerche etnografiche in diversi paesi africani ed europei, interessandosi ai rapporti tra gruppi marginali e Stato.

Luca Rimoldi è ricercatore a tempo determinato in Antropologia Culturale presso il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione «Riccardo Massa» (Università degli Studi di Milano-Bicocca). Dal 2008 svolge ricerche in Italia e in Senegal, interessandosi alla memoria sociale, alle forme di esclusione e alle politiche di smartizzazione e di gestione dei rifiuti in ambito urbano.

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Introduzione al Panel

Militanza, “impegno” e critica sociale dell’antropologia sulla base di intenseetnografie. Le intenzioni trasformative e i giudizi politici dell’antropologo: una ricostruzione storico-critica

Antonino Colajanni

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Gentilmente, disinteressato e con fatica (ma con divertimento, quand’è possibile). Riflessioni su un processo di ricerca e applicazione politicamente committed e basato su una engaged ethnography in progetti di autorecupero edilizio. 

Sabrina Tosi Cambini, Università di Parma

Un antropologo nelle istituzioni. I risultati di un’etnografia tra i senza dimora romani applicata ai servizi per le persone in condizione di marginalità urbana estrema 

Federico Bonadonna, ricercatore indipendente

Decostruire e ricostruire. Cinque anni di ricerca applicata in un quartiere di edilizia popolare di Milano

Paolo Grassi, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani, Politecnico di Milano

Decarbonizzazione e transizione ecologia nel Sulcis contemporaneo: Ambiguità e dilemmi di un’etnografia in corso 

Elena Apostoli Cappello, Sapienza, Università di Roma

“What the hell am I doin’ here? I don’t belong here!”.

L’antropologa nei contesti dell’asilo tra fraintendimenti, negoziazioni e ‘non-intenzionalità’. Riflessioni a partire dal campo

Silvia Pitzalis, Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”

Intenzionalità accademiche e priorità locali: storie di discrepanze etnografiche da uno slum keniano 

Serena Saligari – Liverpool University 

Case di accoglienza per migranti in Perù: le conseguenze (in)attese di portare alla luce realtà invisibili a livello accademico, politico e sociale 

Irene Palla – Pontificia Universidad Catòlica de Perù

Tra Roma e Ventimiglia, esempi di antropologia impegnata

Giovanna Palutan; Eloisa Pantano; Donatella Schmidt; Università degli Studi di Padova

Etnografia, etica e diritti territoriali indigeni in Brasile: un dibattito

Fabio Mura; Alexandra Barbosa da Silva



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