Workshop 03

Oltre il business della disuguaglianza. Il PNRR e la ricerca-intervento su Sud e Migrazioni

Giuseppe Grimaldi, Stefano de Matteis


Il PNRR ha un portato di aspettative altissime a Sud, che si configura come una delle tre emergenze che il recovery plan dovrà affrontare. L’emergenza però, come mostra la storia nazionale e in maniera specifica quella del meridione, è lo spazio ideale per riprodurre vecchie dinamiche, confermando i centri di potere che governano i territori.

Meno di un decennio fa si apriva la cosiddetta “crisi dei rifugiati” nel Mediterraneo. Nel giro di pochi anni, i centri d’accoglienza al Sud sono diventati il cuore di vere e proprie economie in territori contrassegnati dall’abbandono. Se in alcuni casi si sono costruite esperienze virtuose, la maggior parte delle ingenti risorse stanziate per l’accoglienza sono finite nel professionismo predatorio, nelle reti clientelari, nei rapporti tra istituzioni e gruppi di pressione politico-economici (Avallone, 2018).

Gli effetti dell’emergenza rifugiati, sono oggi diventati parte integrante del paesaggio economico e sociale meridionale: nelle periferie o nelle campagne, dove proliferano situazioni di marginalità abitativa e relazionale, si rendono evidenti i frutti dell’abbandono istituzionale e la pressoché totale assenza di politiche di inclusione a lungo termine. Nonché la totale assenza di iniziative dal basso, indipendenti e spontanee che rendono ancor più tragica quella marginalità. Che, tuttavia, resta un importante target dei progetti finanziati attraverso bandi pubblici.

“Caporalato”, “povertà educativa”, “comunità educante”, sono oggi termini chiave del nuovo paradigma dell’intervento pubblico e del passaggio dall’accoglienza all’inclusione sui territori.
I n Storia di un mondo popolare subalterno del 1949, parlando degli abitanti del quartiere la Rabata di Tricatico, Ernesto De Martino dichiara di provare un senso di colpa e allo stesso tempo di rabbia. La consapevolezza di non essere un soggetto esterno ma parte in causa alle forme di oppressione. Anche dichiarare il proprio rifiuto del sistema che opprimeva quella marginalità, sono diventati la base di un agire intellettuale e politico.

Ai nastri di partenza di quello che a quanto pare sarà “il” piano di gestione dell’emergenza, l’antropologia applicata alle migrazioni risulta essere non solo un importante strumento d’analisi ma una lente attraverso cui prendere posizione in questo processo.

Finalità pratiche

In questo workshop proponiamo di offrire degli strumenti teorici e pratici attraverso cui costruire un posizionamento critico e operativo rispetto alle potenzialità, i limiti e le derive connesse alle forme di finanziamento. L’ipotesi è quella di costruire una rete di operatori e di ricercatori che abbia la funzione di monitorare dal basso i progetti finanziati in campo antropologico che operano sul rapporto tra migrazioni e territorio e di prospettare alternative.

Modalità di conduzione

L’incontro si articolerà in due fasi. Nella prima, partendo dall’esposizione delle esperienze concrete dei partecipanti al workshop e da progettazioni realizzate, si mira a stimolare una riflessione critica sul lessico e sulle finalità della “ragione progettuale”.
Nella seconda parte si prevede di ipotizzare e “co-costruire” delle condotte virtuose nel campo della progettazione e dell’intervento in modo che si possa formulare un codice di monitoraggio basato sui pilastri dell’antropologia che possa essere utile anche all’intervento diretto.

Destinatari

Il workshop è rivolto a ricercatori, attivisti, soggetti del terzo settore con l’obiettivo di mettersi in rete per costruire percorsi progettuali sul tema delle disuguaglianze nel Mezzogiorno in una prospettiva antropologicamente fondata di impegno civile e critico che possa immaginare e progettare strade di intervento alternative.

Stefano de Matteis ha diretto la collana di antropologia Mnemosyne ed è stato tra i fondatori delle “Opere di Ernesto de Martino”. Autore del programma radiofonico Ernesto de Martino tra magia e civiltà (in sei puntate per Radio 3, 2015), è stato direttore editoriale de l’ancora del mediterraneo. Ha tradotto, curato e pubblicato opere di Victor Turner. Ha diretto fino al 2018 il Laboratorio di antropologia Annabella Rossi dell’Università di Salerno. Insegna Antropologia culturale e delle performance all’Università di Roma Tre, olte che Ethnographic Studies and Methods presso la Pontificia Università Gregoriana.

Giuseppe Grimaldi. Dottore in antropologia all’università di Milano Bicocca, ha svolto ricerca etnografica in Italia, in Etiopia, in Inghilterra e in Israele, con particolari interessi per i temi di cittadinanza, ruralità e migrazioni, in particolare dall’Africa. È fondatore e legale rappresentante dell’associazione “Frontiera Sud Aps”, un progetto di ricerca-innovazione che si occupa del nesso tra migrazioni e identità locali. Il suo approccio di ricerca etnografico si avvale di strumenti analitici, metodologici e teorici attinti dalla geografia critica, dalla sociologia e dagli studi decoloniali.

Giuseppe Grimaldi, giuseppe.grimaldi[at]live.it

Stefano de Matteis stefano.dematteis[at]uniroma3.it



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