Panel 02

Laboratorio paesaggio: connessioni comunità-territorio nell’antropocene.

Ripensare la relazione tra le generazioni e l’ambiente con gli approcci applicativi delle scienze sociali

Marta Villa, Federico Bigaran


Giovedì 16 dicembre 2021
14.30
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula II
 

La pandemia Covid 19 ha riportato l’attenzione sulla salubrità e l’adeguatezza degli ambienti in cui viviamo e sulla relazione complessa tra paesaggio ed esseri viventi. Il concetto di paesaggio si è sviluppato negli ultimi decenni sia attraverso un cambiamento nella normativa nazionale ed europea sia nel dibattito culturale più ampio: tale percorso ha mutato percezioni, significati e valori, il paesaggio è divenuto un bene comune attorno al quale le comunità locali possono realizzare azioni responsabili e partecipative attivando processi intergenerazionali e connessioni con e per le generazioni future come indicato dal Programma Europeo Next Generation. In tale modo il concetto stesso si è trasformato divenendo un elemento distintivo capace di determinare il destino di un territorio, una potente leva per mobilizzare interessi ed aspirazioni delle comunità. Applicando i valori trasformativi ed innovativi dei paradigmi ecologici, applicati anche all’agricoltura e al tessuto periurbano, le popolazioni possono rimodulare la relazione con l’ambiente incrementando la resilienza dei sistemi sociali e produttivi, favorendo eterogeneità biologica e culturale, multifunzionalità e connessioni e realizzando nel e per il paesaggio una sorta di laboratorio work in progress. Tali caratteristiche possono essere utili per affrontare i cambiamenti ambientali, climatici, economici e sociali: diverse comunità locali in Italia e in Europa si sono attivate per ripensare ad una nuova cura dell’ambiente e praticare nuove forme eco-compatibili di produzione e abitabilità. L’antropologia applicata in interazione con altre discipline quali la sociologia, la storia, l’agronomia, l’agro-ecologia può favorire la comprensione di questi fenomeni e accompagnare le comunità attraverso percorsi partecipativi coi quali ridefinire la relazione con il paesaggio vivente e la nuova percezione dello stesso come soggetto terzo. In particolare è possibile attraverso la pratica applicativa individuare gli elementi paesaggistici da valorizzare e preservare al fine di ridefinire una relazione uomo-ambiente? L’antropologia applicata può favorire l’utilizzo di strumenti consapevoli per le comunità locali al fine di promuovere una idea olistica di paesaggio e un dialogo polifonico tra generazioni diverse? La metodologia della ricerca antropologica associata alle altre scienze sociali può permette di sondare la percezione che le comunità hanno costruito nel tempo in relazione al loro paesaggio e di indagare le interrelazioni che si stabiliscono tra gli esseri umani e l’ambiente in cui vivono e le prospettive future? Il panel si rivolge a studiosi di diverse discipline (antropologia, sociologia, storia) che abbiano fatto ricerca di campo in contesti locali pre, durante e post fase acuta della pandemia e che abbiano documentato azioni di intervento sulle tematiche oggetto del panel o abbiano favorito il nascere nelle comunità locali di iniziative atte a ripensare il valore del territorio e del paesaggio attraverso nuovi paradigmi.

Bibliografia

Altieri M. 2018, «Agroecology: creating synergies between human and natural capital in the management of agrobiodiversity for food provisioning and resiliency», in Paracchini M. L., Zingari P. C., Blasi C.(Eds.), Reconnecting natural and cultural capital contributions from science and policy, Joint Research Centre (JRC)

Besse J.M. 2020,Paesaggio ambiente – Natura, territorio, percezione, Ed. DeriveApprodi, Roma.

Descola P, 2013, L’ecologia degli altri. L’antropologia e la questione della natura, Linaria, Roma.

Piermattei S., 2007, Antropologia ambientale e paesaggio agrario, Morlacchi Ed., Perugia.

Keywords: paesaggio, agroecologia, resilienza, dialogo intergenerazionale, territorio multifunzionale.

Federico Bigaran, agronomo, già direttore dell’Ufficio per le produzioni biologiche della Provincia autonoma di Trento, ha realizzato studi, programmi, progetti e iniziative per lo sviluppo del settore biologico, la diffusione delle pratiche agroecologiche e la salvaguardia della biodiversità. Ha partecipato a studi per lo sviluppo delle politiche europee, nazionali e regionali a favore della montagna e per la valorizzazione dei prodotti locali di qualità (settore delle piante officinali, l’allevamento ovi-caprino e la transizione ecologica nel settore viticolo). Ha progettato e realizzato vari progetti di cooperazione interregionale ed è autore di vari articoli e pubblicazioni.

Marta Villa, docente a contratto di Antropologia Culturale – Università degli Studi di Trento e di Antropologia Culturale Medica – Università degli Studi di Verona. Conduce ricerche di antropologia alpina, dell’alimentazione e del paesaggio da oltre 15 anni. Ha all’attivo 4 monografie, 2 curatele, e 80 pubblicazioni tra cui articoli su riviste scientifiche e capitoli in volumi collettanei. Conduce seminari presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale sul paesaggio agrario alpino e le interconnessioni tra turismo e cibo. Ha condotto dal 2106 al 2020 una ricerca storico-antropologica sullo sviluppo del paesaggio nella Piana rotaliana per il Labisalp (Università della Svizzera Italiana).

Per presentare una proposta di intervento è necessario inviare un abstract sintetico di intervento (massimo 400 parole, non più di 4 riferimenti bibliografici, affiliazione istituzionale o professionale) e una breve nota biografica agli indirizzi mail dei proponenti, avendo cura di aggiungere l’indirizzo mail della SIAA e del Coordinatore del Comitato Scientifico del Convegno – prof. Alessandro Simonicca.

In alternativa, si può cliccare qui sotto.



Per aderire al panel inviare una comunicazione agli indirizzi reperibili cliccando qui entro e non oltre il 25/09/2021
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