Panel 14

Giovani e diseguaglianze: le nuove generazionitra resistenze, differenziazione e riproduzione sociale

Martino Miceli, Sara Miscioscia


Giovedì 16 dicembre 2021
14.00
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula VII
 

La crisi pandemica ha reso evidente la fragilità degli assetti economici e di welfare, accrescendo in quantità e qualità le disuguaglianze e le asimmetrie sociali e riducendo le possibilità di accesso alle risorse conoscitive, materiali, giuridiche ed economiche. Fra le più colpite dalle conseguenze dell’epidemia globale ci sono le giovani generazioni provenienti da contesti già caratterizzati da una condizione di sofferenza sociale ed economica. La produzione di nuove forme di diseguaglianza interviene sia all’interno del contesto europeo che nella ricomposizione degli assetti produttivi tra Nord e Sud globali. Nel rapporto storicamente situato tra mondi della scuola e della formazione, mercato del lavoro e politiche giovanili, si rivela ancora una volta come i “giovani” non siano tutti uguali, né nel percorso di socializzazione né negli stessi criteri di identificazione della categoria. Con queste premesse sarà interessante riflettere sulle possibilità attivate dal programma Next Generation per i giovani, inseriti fra i principali soggetti destinatari anche nel Piano Nazionale italiano di Ripresa e Resilienza dalla pandemia (PNRR).

Come è emerso fin dalle prime comunicazioni della Commissione Europea, “le scelte che facciamo oggi definiranno il futuro della prossima generazione. I massicci investimenti necessari per rilanciare le nostre economie devono alleggerire l’onere che grava su di esse, non appesantirlo. Per questo motivo il piano di ripresa dell’UE deve guidare e costruire un’Europa più sostenibile, più resiliente e più giusta per la prossima generazione” (COMMISSIONE EUROPEA Bruxelles, 27.5.2020).In questa prospettiva l’approccio antropologico deve indagare etnograficamente e formulare proposte. Gliambiti di possibile intervento spaziano dalla dimensione scolastica ed educativa a quella domestica, dai centri di detenzione a quelli di accoglienza, dalla formazione lavorativa alla socializzazione.

Il panel invita pertanto al confronto interdisciplinare sulle forme e i meccanismi attraverso i quali si materializzano e riproducono le discriminanti all’interno della stessa generazione. Sarà interessante valutare il ruolo giocato dallo spazio, domandandosi in quale maniera il riposizionamento di centri e periferie incida sulla marginalizzazione di specifiche categorie di giovani. Un’attenzione particolare verrà data all’analisi delle strategie pratiche e discorsive attraverso le quali le giovani generazioni escluse dal circuito scolastico sono integrate in modo subalterno al mondo del lavoro e della formazione e a come il sistema penale spesso si inserisca in questo processo.

PAROLE CHIAVEgiovani, diseguaglianze, risorse, lavoro, apprendimento

RIFERIMENTI
Bachis F. 2018, “Stanno lavorando? Tempo, spazio e lavoro in un Progetto di alternanza scuola-lavoro in Sardegna”, Antropologia pubblica, II, pp. 107-122.
Ball S. 1998, “Big Policies/Small World: An introduction to international perspectives in education policy”, Comparative Education, XXXIV, pp. 119-130.
Dolby N., Dimitriadis G. 2004, Learning to Labour in New Times, London, Routledge.
Willis P. 2012, Scegliere la fabbrica. Scuola, resistenza, riproduzione sociale, Roma, CISU.

Martino Miceli è dottorando di antropologia all’EHESS, dove svolge ricerca per il centro Norbert Elias di Marsiglia. Si occupa di mascolinità, lavoro, estrattivismo e delinquenza giovanile. Svolge ricerca dal 2017 in Kanaky/Nuova Caledonia, dove si interessa alla relazione tra processi di costruzione nazionale, esperienza carceraria e accesso alla formazione e al salariato industriale nelle traiettorie individuali di giovani adulti kanak, in alcuni centri minerari del paese.

Sara Miscioscia, Phd in Scienze Storiche, Antropologiche e Storico Religiose di Sapienza Università di Roma, con una tesi dal titolo: “Chiuse fuori. Storie di devianza e discriminazioni di donne rom in Italia, fuori e dentro il carcere.” Collabora con istituzioni ed enti del Terzo Settore come progettista ed esperta di monitoraggio e valutazione in ambito europeo e nazionale. In collaborazione con la Sapienza ha realizzato ricerche sul campo con le popolazioni rom, nelle carceri, nelle scuole e in alcuni quartieri romani.

Sara Miscioscia, info.miscioscia[at]gmail.com Martino Miceli, martino.miceli[at]libero.it



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