Panel 16

Formare co-formandosi: metodologie, strategie e competenze per (ri)innovare la formazione delle professioniste della salute in tema di diritti riproduttivi, prospettiva di genere, intersezionalità e femminismo. Esperienze transnazionali a confronto

Patrizia Quattrocchi, Serena Brigidi


Giovedì 16 dicembre 2021
14.30
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula VIII
 

Negli ultimi due decenni, le istituzioni sanitarie hanno mostrato crescente interesse nell’incorporare prospettive antropologiche nei loro percorsi didattici e nella formazione delle diverse figure professionali, per ciò che concerne la salute ed i diritti riproduttivi, la violenza di genere e la violenza sessuale, il percorso nascita, le mutilazioni genitali femminili, l’aborto, il lutto perinatale, la fecondazione assistita e la violenza gineco-ostetrica (Brigidi, Birosta 2020). Temi che rimandano all’intersezionalità: per esempio, a come si costruisca il privilegio, inteso nella relazione tra la paziente e le professioniste e i professionisti, e tra le diverse categorie professionali (Castro, Erviti 2015; Arguedas 2020), o a come si (ri)elaborino le “vulnerabilità” in relazione all’etnicità, alla lingua, all’età, al genere, alle competenze, etc.. (McCann, Brown 2018).

Come trasferire nelle strutture formative queste realtà così complesse, dove le donne sono soggetti sempre più partecipi dei percorsi di costruzione di conoscenza, approfondimento, confronto e orientamento? Rispondere a tale domanda comporta nuove sfide all’antropologia applicata, discusse nel panel attraverso tre obiettivi:

1. raccogliere le esperienze di formazione/aggiornamento dei professionisti/delle professioniste e delle specializzande/degli specializzandi della salute sessuale, riproduttiva e neonatale che presentino metodologie collaborative innovative, capaci di innescare processi empatici, di decentramento del proprio privilegio e dei propri saperi.

  1. delineare le nuove competenze metodologiche richieste agli antropologi e alle antropologhe impegnate nei setting sanitari e universitari, sia in termini di ricerca applicata alla formazione, sia in termini di trasmissione dei saperi e di restituzione.

  2. delineare come le nuove competenze riguardino anche la gestione delle emozioni e dei silenzi, del dolore e del trauma, che dentro l’antropologia ci troviamo costantemente a raccogliere e tradurre, senza ricevere una formazione specifica al rispetto.

“Formare co-formandosi” rimanda dunque non solo a nuove riconfigurazioni di approcci consolidati, ma anche all’immaginare percorsi sperimentali che portino le antropologhe e gli antropologi – professionisti e in formazione – ad appropriarsi di tecniche e strumenti di dialogo/intervento/comunicazione/restituzione/auto- riflessione che permettano di arginare gli schemi tradizionali eteropatriarcali esperto-discente, anche attraverso la contaminazione dei linguaggi (arte, grafica, musica, nuove tecnologie, ecc.) e dei registri operativi, attivismo compreso.

PAROLE CHIAVE: formazione e co-formazione; salute e diritti sessuali e riproduttivi, intersezionalità di genere, professionisti della salute, restituzione

RIFERIMENTI
Argueda Ramírez G. 2020, «Poder obstétrico, aborto terapéutico, derechos humanos y femicidio de Estado: una reflexión situada en América Latina», in P. Quattrocchi, N. Magnone (Eds.) 2020, Violencia Obstétrica en América Latina: conceptualización, experiencias, medición y estrategias, Buenos Aires, UnLa, pp. 77-99. Brigidi, S., Birosta J. (2020), «La sensibilización en género en Enfermería», Index de Enfermería, 29 (1-2): e124117.
Castro R., Erviti J. 2015, Sociología de la práctica médica autoritaria. Violencia obstétrica, anticoncepción inducida y derechos reproductivos, México, CRiM UNAM.
McCann E., Brown M. 2018, «The inclusion of LGBT+ health issues within undergraduate healthcare education and professional training programmes: a systematic review», Nurse Education Today, 64, pp. 204- 214.

Patrizia Quattrocchi. Phd in Etnoantropologia (2005), da oltre vent’anni si occupa di salute riproduttiva e politiche sanitarie, con ricerche tra i Lenca (Honduras, 1998), i Maya yucatechi (Messico, 2000-2009), in Spagna, Italia, Paesi Bassi (2010-2015) e in Argentina (2016-2017). Due volte vincitrice della Borsa di Ricerca Marie Curie Grant, è ricercatrice e docente presso l’Università degli Studi di Udine.

Serena Brigidi. PhD in Antropologia della Medicina (2009, Universitat Rovira I Virgili), membro del Grup d’Antropologia Social e del Centro de Investigación en Antropología Médica (MARC-URV). Esperta di genere e salute, dal 2010 insegna in diverse università catalane e in corsi di formazione per personale sanitario, occupandosi di intersezionalità, salute sessuale e riproduttiva e di violenza ostetrica.

Patrizia Quattrocchi, patrizia.quattrocchi[at]uniud.it Serena Brigidi, serenabrigidi[at]gmail.com



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