Workshop 04

Decostruire per accompagnare. Riconoscere tabù e prevenire discriminazioni nei servizi socio educativi

Miria Gambardella, Silvia Fredi


Venerdì 17 dicembre 2021
09.00
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula III
 

Obiettivi

Promuovere una cultura delle pluralità, pratiche di sospensione del giudizio, riconoscimento reciproco, una visione critica e pluridisciplinare del benessere altrui all’interno della relazione.
Lavoreremo insieme per applicare una prospettiva intersezionale al lavoro sociale e problematizzare le nozioni di bisogno, empowerment e autonomia, risignificando le progettualità e gli strumenti di auto/valutazione. Con un duplice focus sull’utenza e sul personale, il laboratorio verrà declinato in relazione al contesto specifico portato dalle professionalità coinvolte.

Analizzare e decostruire stereotipi relativamente a genere, origini e sessualità.

Ragionare sugli assi di potere che incidono trasversalmente nella società, all’interno dei servizi stessi e delle relazioni educative, di cura e assistenziali nel tentativo di costruire linguaggi inclusivi e buone pratiche di mediazione.

Contenuti

IDENTITÀ E INCLUSIVITÀ
Il concetto di stereotipo in contrapposizione ai percorsi/storie personali: analisi di casi concreti portati dai partecipanti

STEREOTIPI BASATI SUL GENERE E SULL’ORIGINE
Discriminazioni legate al genere: accesso ai servizi, sicurezza personale, autodeterminazione Genere e percorsi migratori: discriminazioni multiple

SESSUALITÀ E CONSENSO
Identità, orientamento sessuale e vita sessuale/relazionale: accogliere, riconoscere, rispettare

POTERI E PRIVILEGI
Relazioni educative, di cura, di assistenza e rapporti di potere asimmetrici: infantilizzazione, medicalizzazione, consenso e agency

Modalità di conduzione

L’attività si svolgerà secondo una logica di circolarità del sapere, discussione e confronto. Avvalendosi di tecniche di brainstorming e narrative sarà valorizzata l’espressione e la partecipazione di tutte le soggettività presenti tramite apporto e analisi di casi concreti della quotidianità professionale. Materiali audio-visivi

Destinatari/e

L’incontro si propone come strumento di formazione rivolto a chi opera in vari ambiti del sociale: servizi educativi, residenziali o semiresidenziali, di accoglienza, centri diurni, di aggregazione, CAV, servizi sociosanitari… antropologi benvenuti!

Silvia Fredi consegue la triennale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Padova e la magistrale in Interculturalità e Cittadinanza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi sulle migrazioni femminili e il lavoro di cura. Dal 2008 lavora nell’ambito delle migrazioni, perfezionando gli studi in Mediazione Etnoclinica.

Miria Gambardella studia a Barcellona e a Neuchâtel dove consegue una triennale in etnologia e filosofia e una magistrale in antropologia a seguito di una ricerca di campo in Chiapas sulla solidarietà internazionale con le comunità zapatiste. Si specializza in cooperazione e sviluppo, lavora con famiglie migranti e poi con madri vittime di violenza.

Attualmente entrambe stanno seguendo il corso di perfezionamento “La violenza contro donne e minori” presso l’Università di Milano-Bicocca.

Durata: 2-3h

Miria Gambardella, miria.gambardella@emica.org Silvia Fredi, silvia.fredi@emica.org

Obiettivi

Promuovere una cultura delle pluralità, pratiche di sospensione del giudizio, riconoscimento reciproco, una visione critica e pluridisciplinare del benessere altrui all’interno della relazione.

Lavoreremo insieme per applicare una prospettiva intersezionale al lavoro sociale e problematizzare nozioni di bisogno, empowerment e autonomia, risignificando progettualità e strumenti di auto/valutazione.

Analizzare e decostruire stereotipi relativi a genere, origini e sessualità. Con un duplice focus sull’utenza e sul personale, il laboratorio verrà declinato in relazione al contesto specifico portato dalle professionalità coinvolte.

Ragionare sugli assi di potere che incidono trasversalmente nella società, all’interno dei servizi e delle relazioni educative e di cura nel tentativo di costruire linguaggi inclusivi e buone pratiche di mediazione.

Durata: 3 ore

Contenuti

IDENTITÀ E INCLUSIVITÀ

  • Il concetto di stereotipo in contrapposizione ai percorsi/storie personali: analisi di casi concreti

STEREOTIPI BASATI SUL GENERE E SULL’ORIGINE

  • Discriminazioni di genere: accesso ai servizi, sicurezza personale, autodeterminazione
  • Genere e percorsi migratori: discriminazioni multiple

SESSUALITÀ E CONSENSO

  • Identità, orientamento sessuale e vita sessuale/relazionale: accogliere, riconoscere, rispettare

POTERI E PRIVILEGI

  • Relazioni educative, di cura, assistenza e rapporti di potere asimmetrici: infantilizzazione, medicalizzazione, consenso e agency

Modalità di conduzione

L’attività si svolgerà secondo una logica di circolarità del sapere, discussione e confronto. Avvalendosi di tecniche di brainstorming e narrative sarà valorizzata la partecipazione di tutte le soggettività presenti tramite analisi di casi concreti della quotidianità professionale. Materiali audio-visivi potranno costituire spunti di riflessione cui seguirà la raccolta dei feedback. Sarà proposta un’esperienza di lavoro collettivo: composizione di un breve scritto, contenuti grafici o audio-visuali che rappresentino il percorso e le consapevolezze raggiunte.

Destinato a chi opera in vari ambiti del sociale: servizi educativi, semi/residenziali, di accoglienza, centri diurni, di aggregazione, CAV, servizi socio-sanitari,… e a ogni figura proveniente dal campo antropologico che desideri contribuire a una riflessione su questi temi.

Materiale basico minimo: carta, penna e colori ad uso personale.

Si auspica la rimozione di banchi e cattedra, per disporre le persone nello spazio nel rispetto di eventuali indicazioni sul distanziamento fisico. 

Per il personale formativo: lavagna (o simile) e proiettore.

Silvia Fredi consegue la magistrale in Interculturalità e Cittadinanza Sociale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, con una tesi sulle migrazioni femminili e il lavoro di cura. Matura diverse esperienze lavorative nell’ambito delle migrazioni e parallelamente perfeziona gli studi in Mediazione Etnoclinica presso il Centro Studi Sagara (PI).

Miria Gambardella studia a Barcellona e a Neuchâtel dove consegue una magistrale in antropologia. Nel 2008 si trasferisce a Brescia dove lavora con famiglie migranti e successivamente con madri che escono da situazioni di violenza. È cultrice della materia di antropologia culturale e antropologia medica presso l’Università degli Studi di Brescia.

Entrambe hanno seguito il corso di perfezionamento La violenza contro donne e minori presso l’Università di Milano-Bicocca. Nel 2020 fondano Emica: Associazione di Promozione Sociale che si occupa di sensibilizzazione e percorsi formativi per la decostruzione di stereotipi.

Silvia Fredi: silvia.fredi@emica.org
Miria Gambardella: miria.gambardella@emica.org



Per aderire al workshop inviare una comunicazione agli indirizzi reperibili cliccando qui entro e non oltre il 25/09/2021
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