Panel 04

Biodiversità agricola, politiche pubbliche e sviluppo territoriale: quale ruolo per un’antropologia dei saperi locali e delle pratiche agricole?

Vincenzo Padiglione, Alessandra Broccolini


Giovedì 16 dicembre 2021
14.30
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula IV
 

In che modo le conoscenze tradizionali (Traditional Knowledges) di piccoli coltivatori e allevatori delle

comunità locali e i loro “saper fare”, sono stati determinanti nella salvaguardia della biodiversità coltivata e allevata e si inscrivono entro pratiche locali e relazionali che rappresentano una risorsa per il futuro? Quali benefici questi saperi e la loro salvaguardia entro le pratiche locali possono portare alle comunità locali in termini non solo economici, ma anche identitari, simbolici, sostenendo e ridefinendo una nuova coscienza dei luoghi? Le comunità detentrici di questi saperi produttivi e naturalistici si vanno trasformando a livello economico e sociale, e impoverendo sul piano culturale nel loro rapporto con la natura e ciò rende particolarmente necessaria la ricerca etnografica.

Questi radicali mutamenti rischiano di fare perdere definitivamente conoscenze popolari che sono fondamentali per la salvaguardia della biodiversità agraria, in quanto di fatto hanno contribuito a formarla e garantirne la sopravvivenza. Saperi che sono al tempo stesso basilari per dare continuità alla visione del mondo delle comunità locali, alimento indispensabile di una identità culturale densa, di un rapporto affettivo e simbolico con il territorio. Questa valenza simbolica ed espressiva si riconosce anche dal fatto che queste pratiche hanno un rapporto privilegiato con l’autoconsumo ovvero con la costruzione quotidiana della dieta locale. Il panel parte da un progetto di ricerca (“Saperci Fare”) che i proponenti stanno portando avanti dal 2010 come Università Sapienza di Roma con l’ARSIAL Lazio (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione in Agricoltura), centrato sui saperi tradizionali sulla biodiversità coltivata e allevata nella regione. Obiettivo del panel è quello di portare la comunità antropologica a confrontarsi anche criticamente con esperienze analoghe, dove le competenze antropologiche e la pratica etnografica si siano collocate entro una prassi istituzionale orientata alla salvaguardia dei saperi agricoli tradizionali come strumento fondamentale per uno sviluppo territoriale. Nel progetto “Saperci Fare” il dialogo tra pratica etnografica, catalogazione/documentazione dei saperi tradizionali e prassi istituzionale è infatti diventata parte delle procedure istituzionali di iscrizione nel Registro Volontario Regionale delle varietà locali a rischio erosione genetica, non senza criticità, incomprensioni e necessità di “traduzione”.

La ricerca/catalogazione ha però anche il vantaggio di favorire ed estendere il radicamento locale, contrastando l’impoverimento culturale in corso indotto dalla modernità e dai processi di globalizzazione e consentire il trattamento dei saperi nel segno della contemporaneità, come anche di patrimonializzare questi saperi, dando loro una visibilità nelle procedure e con essi alla stessa pratica etnografica.

PAROLE CHIAVE: saperi tradizionali, biodiversità coltivata, etnografia, patrimonio culturale, “saperci fare”

RIFERIMENTI
Breda N. 2003, “Il fagiolo inscritto. Appaesamento, scrittura, domesticazione della biodiversità coltivata”, La Ricerca Folklorica, 47, 47-58.
Nazarea V., Rhoades R.E., Andrews-Swann J.E. 2013, Seeds of Resistance, Seeds of Hope. Place and Agency in the Conservation of Biodiversity, The University of Arizona Press.
Padiglione V. (a cura), 2018, Saperci fare. Capitale culturale e biodiversità agraria nel Lazio, Case studies, Roma, ARSIAL.
Shepherd, C.J., 2010, “Mobilizing Local Knowledge and Asserting Culture: The Cultural Politics of In Situ Conservation of Agricultural Biodiversity”, Current Anthropology, 51, N. 5, pp. 629-654.

Vincenzo Padiglione ha insegnato Antropologia culturale ed Etnografia della comunicazione all’Università di Roma “La Sapienza”. Si occupa di antropologia dei patrimoni culturali e di antropologia museale. Ha costituito numerosi musei demoetnoantropologici e fondato nel 2001 la rivista AM – Antropologia Museale.

Alessandra Broccolini è professore associato in materie M-DEA presso l’Università Sapienza di Roma e insegna Antropologia Culturale e Antropologia dei patrimoni culturali. Si occupa di patrimoni culturali, ritualismo festivo, ecomusei, saperi locali. Dal 2016 è presidente dell’Associazione SIMBDEA.

Vincenzo Padiglione, vincenzo.padiglione[at]fondazione.uniroma1.it 

Alessandra Broccolini, alessandra.broccolini[at]uniroma1.it



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