Panel 18

Arte urbana e politiche di sviluppo territoriale

Benedetto Vertucci, Stefano Antonelli


Venerdì 17 dicembre 2021
17.00
  Facoltà di lettere e filosofia
Aula VII
 

A lungo gli spazi pubblici si sono svuotati, i mezzi di trasporto hanno viaggiato a capacità ridotta e le città non sono state attraversate. Ora, superata la fase emergenziale, si sono riattualizzati i discorsi generalmente legati al territorio e al suo sviluppo, per effetto anche dei nuovi programmi di investimento, di ambizione e portata inedita. In questo contesto quale è il ruolo dell’arte urbana?

Sono emerse massicciamente, infatti, in questi ultimi anni, pratiche artistiche che hanno assunto come orizzonte il territorio. Con il nome di street art, si è affermata un’idea di arte che ha contemplato la collocazione sistematica di immagini nello spazio pubblico attraverso varie tecniche di produzione e riproduzione, più o meno spontanee. Con l’emergere di uno statuto territoriale dell’arte, si è imposta anche una sorta di “funzione pubblica” e si è aperta l’opportunità di una riflessione sul potenziale interpretativo – e interpretante – di queste esperienze e delle loro conseguenze.

Terzo settore, formazioni sociali autoconvocate, istituzioni pubbliche e private, appaiono oggi come i principali organizzatori della realizzazione di queste pratiche, orientandole spesso verso i paradigmi noti del cambiamento e dell’innovazione sociale. L’arte come “progetto sociale” sembra instituire un piano di discorso nel quale i classici paradigmi della “creatività” e dello “stile di vita” appaiono spesso rideclinati in funzione dello sviluppo.

Tensioni e contraddizioni, oggi osservate in molte iniziative progettuali, stimolano domande generali di ripensamento. Emerge la necessita di un’antropologia in grado di re-interrogarsi sulle ragioni e sulle implicazioni del fare, che sappia, da un lato, approfondire in che modo l’agire artistico possa trasformarsi in agire territoriale e, dall’altro, governare anche i processi progettuali più generali.

Il panel ha lo scopo di convocare e mettere in relazione studi, esperienze, pratiche progettuali e regolative, risorse e politiche del territorio in modo da fondare un ambito applicativo e degli strumenti antropologici nei nuovi processi di immaginazione territoriale, nell’ottica di potenziare la consapevolezza dei contesti in cui si opera, in uno spettro che va dall’inclusività alla produzione di nuove socialità.

L’intenzione del panel è quella di aprire un confronto tra le diverse esperienze, spesso in tensione tra ricerca di legittimazione, consenso ed empowerment comunitario. L’idea è che questi processi, legati all’intermediazione nel mondo dell’arte – applicata ai contesti di vita – stiano diventando spazi professionali nascenti. Sempre di più anche gli antropologi vengono chiamati in causa, soprattutto laddove diverse sensibilità locali coabitano o spesso confliggono. Il panel è rivolto, quindi, a quanti sono stati coinvolti operativamente, abbiano osservato o abbiano contribuito a generare pratiche di arte pubblica in ambito territoriale.

PAROLE CHIAVE: street art, sviluppo territoriale, rigenerazione, creatività, changemakers

RIFERIMENTI
Antonelli S. 2021, Estetica dello spazio pubblico. Vol. 1. Spettacolo e ideologia, Genova, Sagep, (in corso di pubblicazione).
Bishop C. 2015, Inferni artificiali. La politica della spettorialità nell’arte partecipativa, Roma, Luca Sossella Editore (ed. or. 2012).
Florida R. 2003, L’ascesa della nuova classe creativa. Stili di vita, valori e professioni, Milano, Mondadori (ed. or. 2002).
Vertucci B. (a cura di) 2021, Per un’antropologia della street art: prime approssimazioni etnografiche, Roma, CISU (in corso di pubblicazione).

Stefano Antonelli, fondatore e direttore artistico di 999Contemporary, è stato tra i pionieri in Italia nella sistematizzazione delle pratiche curatoriali dello spazio pubblico e di “museoformazione” urbana. Ha ideato e curato progetti come il M.A.G.R. (Museo Abusivo Gestito dai Rom), Ostiense District e il Museo Condominiale di Tor Marancia che ha rappresentato l’Italia alla Biennale di Venezia, 15° Mostra di Architettura. Consulente culturale di amministrazioni pubbliche e imprese, è attivo nella diffusione e divulgazione culturale attraverso pubblicazioni, conferenze, seminari, e docenze presso istituzioni e università, tra cui Luiss, Sapienza, IULM, Roma Tre, Macro e PAC.

Benedetto Vertucci, PhD in Antropologia Culturale presso ‘Sapienza’ Università di Roma con una ricerca sugli spazi e i processi produttivi agricoli e industriali nella pampa santafesina (Argentina). Per la sua tesi di laurea in DEA aveva svolto una ricerca applicata in Uruguay, occupandosi di Ambiente e Sviluppo in un’area rurale. Ha studiato Cooperazione Internazionale e lavorato in Costa Rica per FAO United Nations. Ha studiato Facilitazione e ha seguito come consulente diversi processi partecipati di welfare comunitario. Attualmente collabora come formatore antropologo in progetti di mediazione interculturale e si interessa di Antropologia Urbana e dell’Arte.

Stefano Antonelli, info[at]999contemporary.com Benedetto Vertucci, benedetto.vertucci[at]gmail.com



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